Assemblea e convocazione degli eredi. Il ruolo dell’amministratore in caso di morte del condomino.

10.08.2010 14:55

 

(06/08/2010) di Alessandro Gallucci,

L’art. 1136, sesto comma, c.c. è perentorio nell’affermare che “ l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti i condomini sono stati invitati alla riunione”.
 
L’omessa convocazione anche di uno solo dei condomini è causa d’invalidità della deliberazione (art. 1137 c.c.).
 
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, con l’arcinota sentenza n. 4806/05, seguita dai successivi pronunciamenti delle Sezioni semplici, hanno chiarito che la mancata comunicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea ad uno dei comproprietari comporta l’annullabilità e non la nullità della delibera in quanto si tratta di vizio concernente il procedimento di convocazione ed informazione del partecipante al condominio.
 
L’intervento si è reso necessario in quanto precedentemente ad esso vi era stato un lungo periodo d’incertezza causato da un contrasto giurisprudenziale (sorto in seno alla giurisprudenza di merito e di legittimità) relativo alle conseguenze di tale omissione.
 
Che cosa succede se il condomino, ossia il proprietario della unità immobiliare ubicata in condominio, decede? L’amministratore è tenuto a convocare gli eredi oppure ne potrà fare a meno?
 
Al riguardo è necessario distinguere l’ipotesi in cui gli eredi comunichino al mandatario del condominio la loro qualità da quella in cui l’amministratore resti totalmente all’oscuro delle vicende successorie e quindi della titolarità del bene immobile.
 
Nel primo caso la convocazione dovrà essere comunicata agli eredi (o all’erede). E’ buona norma, per evitare contestazioni relative all’effettiva status di condomino degli eredi, in sostanza per evitare di avere a che fare con un condomino apparente, che l’amministratore si faccia fornire l’attestazione della trascrizione dell’atto di accettazione dell’eredità.
 
La situazione è meno certa in quel caso in cui il legale rappresentante del condominio abbia notizia del decesso ma non anche del nome degli eredi.
 
Al riguardo la Cassazione, con una pronuncia risalente al marzo del 2007, ha avuto modo di affermare che “ l’amministratore il quale sia a conoscenza del decesso di un condomino, fino a quando gli eredi non gli manifesteranno la loro qualità, non avendo utili elementi di riferimento e non essendo obbligato a fare alcuna particolare ricerca, non sarà tenuto ad inviare alcun avviso” (Cass. 22 marzo 2007, n. 6926).
 
L’obiezione più immediata che si può sollevare è la seguente: è possibile che l’amministratore, anche in considerazione del contenuto del sesto comma dell’art. 1136 c.c., possa davvero ritenersi esonerato dall’obbligo di convocare tutti i condomini?
 
La risposta è negativa ed quantomeno a parere di chi scrive la conclusione è quella che il mandatario dei condomini debba sempre e comunque convocare tutti i comproprietari.
 
In una recente sentenza del Tribunale di Salerno, riallacciandosi a quanto detto in più occasioni dalla Cassazione (seppur soprattutto con specifico riferimento all’azione di recupero giudiziale del credito condominiale, ha ribadito che “ per l'individuazione dei soggetti da convocare in assemblea ovvero tenuti al pagamento delle spese di gestione del condominio , il principio dell'apparenza di diritto poiché esso è applicabile, piuttosto, nella materia contrattuale, a tutela della buona fede dei terzi che, in presenza di circostanze obiettive ed univoche, abbiano fatto ragionevole affidamento su una situazione di fatto risultata non corrispondente allo stato di diritto, mentre nella materia della proprietà (condominiale) non può ravvisarsi una relazione di terzietà tra il condomino ed il condominio , che non ha una soggettività giuridica diversa da quella dei singoli condomini, di tal che, quando si tratti di individuare i soggetti aventi lo status di condomino, debbono prevalere il principio della pubblicità e quello della effettività, che non giustificano e superano ogni apparenza (Cass. 4866/2001; Cass. 7849/2000; Cass. 6653/98; Cass. 5122/2000; Cass. SS.UU. 14 febbraio 2002 n. 5035; Cass. n. 17897/2003; Cass. 12709/2002; Cass. 23994/2004)” (così Trib. Salerno 23 aprile 2010).
 
Che cosa accade, però, se una volta effettuate queste ricerche presso la conservatoria dei pubblici registri immobiliari, l’atto di accettazione dell’eredità non risulta essere stato trascritto? L’amministratore, a questo punto, potrà ritenersi esonerato dall’obbligo di convocare “gli eredi sconosciuti”?
 
La risposta non può che essere negativa e, sebbene non vi sia certezza legale della sua validità, conviene sempre convocare, impersonalmente, gli eredi mediante invio dell’avviso di convocazione all’ultimo domicilio noto del condomino defunto con la generica indicazione, ad esempio, eredi del sig. Tizio.
 

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Avv. Alessandro Gallucci

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