L’inquilino ha diritto alla restituzione della caparra anche se porta via i mobili.

09.08.2011 17:46

 

(12/05/2011)Tribunale Grosseto, sentenza del 30/03/2011 n. 390

 

Nella sentenza si legge:
 
La causa veniva riassunta con ricorso del 27/04/2005 e il Giudice di Grosseto, visto l’art. 415 c.p.c. fissava l’udienza del 28/10/2005, alla quale si costituiva parte convenuta e concludeva chiedendo rigettare la domanda attrice per violazione del principio del contraddittorio e/o non avendone legittimazione attiva; in subordine nel merito, dichiarato congruo il pagamento di Euro 602,02 rigettare la domanda attrice perché infondata in fatto e diritto. Chiedeva altresì il pagamento al ricorrente degli importi dovuti per 1) rimborsi per quote di Euro 60,00 manutenzione caldaia, Euro 50,00 sostituzione serrature, Euro 60.00 sostituzione piastrelle, completamento canone mese marzo 2004 pari ad Euro 120,00; 2) inadempienza contrattuale del Sig. M. per aver receduto dal contratto senza averne diritto oltre alle conseguenti spese derivate a parte convenuta per viaggi, perdite di tempo secondo equità, 3) asportazione mobilia quantificabile secondo equità in Euro 220,00 oltre risarcimento danni, contrattuali ed extracontrattuali (anche morali), per comportamento illegittimo, la causa veniva istruita con prove testimoniali e interrogatori formali delle parti.
 
La domanda di parte ricorrente è fondata e deve essere pertanto accolta. Va preliminarmente rilevato che, per giurisprudenza costante, “l’atto di riassunzione può contenere una nuova domanda in aggiunta a quella originaria, valendo in tal caso l’atto di riassunzione come atto di introduzione di un giudizio “ex novo” (Cass. sentenza n. 9671 del 03/10/1997).
 
Devono pertanto ritenersi proceduralmente ammissibili le eccezioni riconvenzionali svolte dal convenuto con la propria costituzione in riassunzione, salvo la valutazione di merito.
 
Quanto alla richiesta di restituzione della caparra, trattandosi di questione di puro diritto, dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere che, in tema di locazione, l’obbligazione del locatore di restituire il deposito cauzionale versato dal conduttore, a garanzia degli obblighi contrattuali, sorge al termine della locazione non appena avvenuto il rilascio dell’immobile locato, con la conseguenza che, ove il locatore trattenga la somma anche dopo il rilascio dell’immobile da parte del conduttore, senza proporre domanda giudiziale per l’attribuzione, in tutto o in parte, della stessa a copertura di specifici danni subiti, il conduttore può esigerne la restituzione. (Cass. civ., 1989. n. 4725, Cass. civ. 2002 n. 14655).
 
La normativa sulla locazione obbliga pertanto il proprietario a restituire la caparra una volta che cessi il contratto di locazione, indipendentemente dai motivi che hanno portato alla risoluzione.
 
Nel caso specifico, il locatore chiede al conduttore la restituzione di alcune spese sostenute successivamente al rilascio dell’immobile: Euro 60,00 manutenzione caldaia, Euro 50,00 sostituzione serrature, Euro 60,00 sostituzione piastrelle, completamento canone mese marzo 2004 pari ad Euro 120,00, Euro 220,00 per mobili asportati dal conduttore dopo il rilascio.
 
E’ pur vero che l’obbligo del locatore di restituire il deposito cauzionale sorge al termine della locazione, ma solo se il conduttore abbia integralmente adempiuto alle proprie obbligazioni (Cass. civile n. 538/1997).
 
Tuttavia all’esito dell’istruttoria espletata deve ritenersi che le richieste di parte convenuta sono infondate e/o non provate; emerge chiaramente dagli atti e dalle testimonianze assunte in corso di causa, che l’intervento di manutenzione della caldaia, mai contestato in precedenza al conduttore è stato effettuato alcuni mesi dopo il rilascio dell’immobile. Quanto alla sostituzione della serratura, posto che le chiavi dell’appartamento vennero lasciate in deposito all’agenzia immobiliare Maremmana in data 01/10/2004, detta sostituzione non è imputabile al ricorrente né tantomeno il relativo costo.
 
Per l’ulteriore richiesta di risarcimento riguardante l’asportazione dei mobili, si rileva che il M. ha più volte invitato il convenuto, anche formalmente tramite lettera raccomandata a/ r in atti, a riprendersi gli stessi depositati presso un locale di stia proprietà non avendo avuto alcun riscontro positivo, tanto che ad oggi sono sempre collocati presso il M.
 
Conseguentemente la richiesta di parte convenuta non appare fondata anche in considerazione che l’importo richiesto è stato arbitrariamente determinato dal C. senza alcun riscontro probatorio.
 
In considerazione della richiesta di ritiro degli stessi svolta dal ricorrente, ai sensi dell’art., 1771 cc., deve essere ordinato al C. il ritiro dei mobili di sua proprietà dal deposito del M. entro 30 giorni dal deposito della sentenza.
 
Deve essere altresì respinta la richiesta di pagamento di Euro 120,00 per la mancata corresponsione del canone di locazione in quanto non provata.
 

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