Liti condominiali: Fuffi e Fido ai primi posti

24.02.2010 15:10
(15/01/2010)

 
Le liti condominiali nell’ultimo anno, così come rilevano recenti studi, sono aumentati di molto. I motivi sono i più svariati, si và dagli odori troppo forti ed invasivi magari della nostra nuova vicina quando cucina, al rumore provocato dai giochi esasperati di bambini senza controllo, piuttosto che quel fastidioso e così puntuale tacchettio di scarpe col tacco, oppure ancora quella macchina sempre al posto da tempo a noi riservato…..insomma la cronaca supera spesso i numeri ufficiali, facendo registrare casi estremi che spesso finiscono in tragedia.

Il trend in materia di litigi condominiali, che sfociano spesso in cause giudiziarie, ce l’hanno le liti scaturite a causa del nostro caro animale domestico, sempre più sotto accusa per quei suoi odori tropo forti, piuttosto che per il suo essere irascibile e dedito all’abbaio perenne, oppure per essere insieme al suo padrone non rispettoso degli spazi comuni, dove liberamente si permette ai nostri amici di fare i loro bisogni.

A scatenare le liti sono motivazioni futili: cani che abbaiano (soprattutto durante le ore del riposo e in quelle notturne) o che sporcano gli androni e i giardini condominiali, gatti che sconfinano nelle proprietà del vicino, colonie feline mal patite.

Infatti I dati analizzati dal servizio sportello animali di Aidaa, l’associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente, parlano chiaro: Complessivamente nel periodo compreso tra il 1° settembre 2008 e il 31 agosto 2009 le richieste di consulenze giunte all’associazione e al tribunale degli animali relativi a liti condominiali a causa degli animali domestici sono state 30.858, pari a una litigata ogni quarto d’ora, ovvero circa 84 litigate al giorno.

Ovviamente i maggiori problemi nascono quando per animali si intenda anche animali esotici, o da cortile, quali galline, polli e chi più ne ha più ne metta.

Al fine di arginare il fenomeno e non trovarsi costretto, come condominio, di affrontare situazione spiacevoli, si tende ormai sempre più spesso, ad introdurre nei regolamenti condominiali dei generici divieti di tenere animali. Le situazioni però sono sempre più complicate perché di fronte a ogni tentativo di far applicare tali clausole, si finisce sempre in tribunale. Il giudice è chiamato a contemperare esigenze entrambe meritevoli di tutela, quale il diritto a tenere un amico peloso in casa e la violazione di un contratto con l’enorme difficoltà di dover provare che quiete e igiene sono in pericolo e che l’animale crea un pregiudizio a tutti o a molti condomini.

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