Per l’usucapione della servitù di passaggio il percorso deve essere visibile fin dall’inizio del suo esercizio

08.08.2011 11:20

 

(26/04/2011)di Alessandro Gallucci,

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5733 dello scorso 10 marzo, è tornata ad occuparsi della servitù di passaggio, della sua usucapibilità e del requisito dell’apparenza, fondamentale affinché possa usucapirsi il diritto di passaggio. Prima di esporre il contenuto della sentenza è utile riprendere alcune nozioni di carattere generale. La servitù, ai sensi di quanto specificato dall’art. 1027 c.c., è il peso imposto sopra un fondo per l’utilità di altro fondo appartenente a diverso proprietario. L’utilità deve essere strettamente connessa con il bene immobile beneficiario di quello che è da considerarsi come diritto reale di godimento su cosa altrui. Il fondo che sopporta la servitù è detto, per l’appunto, servente, quello che ne beneficia, dominante. La servitù può configurasi anche quando il proprietario unico del fondo dominante è comproprietario di quello servente. I modi di acquisto della servitù si riducono a tre:
 
a) per contratto;
 
b) per provvedimento giurisdizionale (si pensi al riconoscimento di una servitù coattiva di passaggio a favore di fondo intercluso);
 
c) per usucapione.
 
Quanto a tale ultimo modo d’acquisto la legge è chiarissima nello specificare che solamente le servitù apparenti possono essere usucapite (art. 1061 c.c.).
 
Nel concetto d’apparenza devono essere ricondotte tutte quelle opere visibili che lascino presupporre l’esercizio della più volte citata servitù. Nel caso di domanda tesa ad ottenere il riconoscimento per usucapione della servitù, tali opere devono essere presenti fin dal momento in cui s’esercita il diritto corrispondente. In tal contesto s’inserisce la sentenza della Cassazione n. 5733 citata in principio. Secondo la Corte regolatrice “ l'acquisto per usucapione della servitù apparente, la sola possibile, ai sensi dell'art. 1061 c.c. presuppone, oltre all'esercizio del corrispondente possesso, anche che le opere visibili e permanenti obiettivamente destinate a tale esercizio siano esistite ed abbiano avuto tale destinazione per tutto il tempo necessario ad usucapire, così che per la usucapione di una servitù di passaggio, non basta provare il decorso del tempo necessario per la usucapione e l'esistenza di un sentiero, ma è necessaria anche la dimostrazione che questo sin dall'inizio del ventennio necessario al possesso avesse i requisiti della visibilità, permanenza e specifica destinazione, potendo, altrimenti, il requisito dell'apparenza essere insorto più o meno di recente e non essendo, perciò, sufficiente a sorreggere il possesso ad usucapionem esercitato prima del suo venire in essere” (così Cass. 10 marzo 2011 n. 5733).
 
Un esempio chiarirà il concetto. S’ipotizzi che Tizio inizi un’azione giudiziale per il riconoscimento della servitù di passaggio sul fondo di Caio. Egli a fondamento della sua domanda dirà, naturalmente, che esercita il passaggio da almeno 20 anni. Oltre a dimostrare ciò, dovrà altresì dar prova del fatto che il percorso sul quale chiede il riconoscimento della servitù esiste fin dal primo momento in cui ha iniziato ad esercitarlo. Solamente così avrà diritto a vedersi riconosciuta la servitù di passaggio.
 

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Avv. Alessandro Gallucci

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