Verifica impianto di terra nei Condomini: obbligatorietà non prevista.

01.09.2011 12:13

La verifica dell’impianto di terra nei condomini NON è prevista per legge.
1) il condominio può considerarsi luogo di lavoro solo allorquando abbia un dipendente ossia un lavoratore subordinato(custode, portiere con qualsiasi forma di contratto di lavoro); in alternativa il condominio NON è un luogo di lavoro.
2) fare una verifica periodica ai sensi del 462/01 sull’impianto di terra di un condominio senza dipendenti sarebbe come fare una revisione su un’automobile senza targa. Infatti non solo non può configurarsi il datore di lavoro ma per di più tale impianto non è denunciato agli organi competenti (ISPESL e ASL), pertanto trattasi di impianto elettrico INESISTENTE (ai sensi del 462/01) sul territorio italiano. A limite, chi esegue la verifica (sbgliando) dovrebbe prima far denunciare l’impianto. Ma chi firma la denuncia in qualità di datore di lavoro?
3)Il recente DM 37/08 all’art. 6 comma 3 cita: gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’originedell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.
Infine va comunque detto che male non si fa se si aumenta la sicurezza in un condominio verificando l’impianto di terra esistente o realizzandone uno ove non vi fosse. Ciò comunque non è un obbligo derivante dal DPR 462/01 e quindi tale attività può anche essere svolta da tecnici abilitati (solo nei luoghi non classificabili come luoghi di lavoro).

“Il D.P.R. n. 462/01 ha lo scopo in quanto regolamentare
i procedimenti relativi alle installazioni e ai dispositivi di
protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti
elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi
con pericolo di esplosione collocati nei luoghi di lavoro (Gli ambienti di lavoro sono un’altra cosa).
Tali verifiche hanno una cadenza periodica stabilita dal datore di lavoro (non da altri) e il loro
onere è a carico di quest’ultimo.
In particolare, si evidenzia che:
• la verifica prevista dal D.P.R. n. 462/01 deve essere intesa solo come vigilanza da parte dello Stato della sussistenza di alcune condizioni di sicurezza nei luoghi
di lavoro. Non va intesa, invece, come la garanzia dell’esistenza e del mantenimento delle effettive
condizioni di sicurezza che discendono da quanto
previsto dall’art. 6 del D.M. 37/08 e, ove applicabile,
dall’art. 86, commi 1 e 3 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.(è dal rispetto di tali obblighi che il magistrato potrà stabilire le eventuali responsabilità in caso di infortunio);
• gli impianti non soggetti alle disposizioni del D.P.R. n. 462/01 (eserciti quindi in assenza di datore di lavoro e di trasmissione della DDC o ex Modello B) non possono essere oggetto di vigilanza da parte degli enti di cui sopra poiché tale attività si
configurerebbe come consulenza, espressamente vietata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
I professionisti iscritti agli albi, nell’ambito delle proprie
competenze, hanno la facoltà e l’esperienza di supportare il responsabile dell’esercizio dell’impianto ed effettuare le
verifiche obbligatorie per la manutenzione (previste dall’art. 6 del D.M. 37/08 e, ove applicabile, dall’art. 86, commi 1 e 3 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.). Essi sono la figura chiave che può garantire al titolare dell’esercizio degli
impianti la sussistenza e l’effettivo grado di sicurezza delle installazioni nel tempo di vita dell’impianto, indicando
anche gli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa vigente. In ambito di applicazione del D. Lgs. 81/08, essi possono coadiuvare il datore di lavoro nella redazione della valutazione del rischio legata alle installazioni e nella redazione del piano di manutenzione”.
Credo non ci sia più nulla da aggiungere; non luogo di lavoro (ossia datore di lavoro) no 462/01.
Per maggiori info:
http://www.periti-industriali.milano.it/segreteria/Inserto_Milano1-10.pdf

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