Circolare 8

01.02.2013 18:20

Santarcangelo 27/07/2012

 

Circolare Clienti     

Oggetto: Informativa sulle più importanti novita’ fiscali

 

Detrazione Irpef 36% e 55%: i chiarimenti della Circolare n. 19/E/2012 in vista di UNICO 2012

Dall’Agenzia delle Entrate le risposte ad alcuni quesiti posti dai contribuenti in merito alle detrazioni Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie e del 55% per il risparmio energetico degli edifici

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 19/E del 1° giugno 2012, mediante la formula di risposte a quesiti, ha fornito chiarimenti su alcune detrazioni, deduzioni e agevolazioni Irpef da far valere in UNICO 2012. Alcune di queste hanno riguardato le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio abitativo (36%) e per il risparmio energetico degli edifici (55%).

La detrazione Irpef del 36% per il recupero del patrimonio edilizio

Tra i chiarimenti forniti dalla Circolare n. 19/E del 1° giugno 2012, numerosi sono stati quelli sulla detrazione Irpef del 36% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
In particolare, è stato precisato che la soppressione dell’obbligo di comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara, disposta dal D.L. n. 70/2011 (Decreto Sviluppo 2011) è valida per tutti i lavori iniziati nel 2011, anche prima del 14.05.2011 (data di entrata in vigore del D.L. n. 70/2011). E’ necessario, tuttavia, indicare i dati identificativi dell’immobile in dichiarazione dei redditi (mod. UNICO PF/2012).
In base alla nuova normativa (D.L. n. 70/2011), inoltre, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, indicante la data di inizio lavori ed attestante la circostanza che gli interventi eseguiti rientrano tra quelli agevolabili, è richiesta tra i documenti da acquisire e conservare, solo se la normativa edilizia non prevede alcun titolo abilitativo per la realizzazione degli interventi agevolati dalla normativa fiscale. Non è sostitutiva dell’abrogato obbligo di invio della comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara.
Per fruire della detrazione in parola, poi, non è più necessario indicare distintamente in fattura il costo della manodopera, non solo per le spese sostenute nel 2011, ma anche per quelle sostenute negli anni precedenti (principio del “favor rei”).
In relazione agli interventi eseguiti sulle parti comuni condominiali, poi, per fruire della detrazione è sufficiente che il singolo condomino acquisisca la certificazione dell’amministratore del condominio il quale in essa dichiari:

  • di avere assolto tutti gli obblighi necessari per beneficiare dell’agevolazione;
  • di avere gli originali della documentazione necessaria;
  • l’ammontare della spesa riferibile al singolo condomino.

Il singolo condomino deve inserire nella dichiarazione dei redditi il solo codice fiscale del condominio, senza riportare i dati catastali dell’immobile, che saranno, invece, indicati dall’amministratore nel quadro AC della propria dichiarazione.
In caso di vendita dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, infine, il diritto a fruire delle quote residue della detrazione Irpef del 36% si trasferisce “per i rimanenti periodi d’imposta, salvo accordi delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare” (art. 4, D.L. n. 201/2011). Ciò vale anche in caso di cessione a titolo gratuito (donazione).

La detrazione Irpef del 55% per il risparmio energetico dell’edificio

La Circolare n. 19/E del 1° giugno 2012 chiarisce che l’obbligo di indicazione separata del costo della manodopera in fattura non è più necessario anche per fruire della detrazione del 55% delle spese sostenute per interventi di risparmio energetico dell’edificio.
Anche in questo caso, la soppressione dell’obbligo vale non solo per le spese sostenute nel 2011, ma pure per quelle sostenute negli anni precedenti (principio del “favor rei”).
Analogamente a quanto avviene per il 36%, inoltre, in caso di vendita dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, il diritto a fruire delle quote residue della detrazione Irpef del 55% si trasferisce “per i rimanenti periodi d’imposta, salvo accordi delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare” (art. 4, D.L. n. 201/2011). Ciò vale anche in caso di cessione a titolo gratuito (donazione).

Le novità del Decreto Sviluppo 2012

Si precisa che il Decreto Sviluppo 2012 (D.L. n. 83 del 22.06.2012, in vigore dal 26.06.2012), ha innalzato la percentuale di detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio dal 36% al 50% dalla data di entrata in vigore del decreto (26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013. E’ stata innalzata anche da € 48.000 a € 96.000 la spesa massima su cui calcolare la detrazione, sempre fino al 30 giugno 2013.
Per le spese di riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, invece, fino al 31.12.2012 resta ancora valida la percentuale di detrazione del 55%. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013, poi, questi interventi – che secondo quanto stabilito dal Dl n. 201/2011 sarebbero dovuti confluire nella disciplina delle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis del Tuir), con detrazione, quindi, del 36% – saranno anch’essi detraibili per il 50%, fermi restando gli importi massimi di detrazione attualmente in vigore, diversi a seconda del tipo di intervento.

Terreni edificabili: imposte agevolate solo se costruisce il primo acquirente

Per la Cassazione,in caso di acquisto di terreno edificabile le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono agevolate solo se costruisce entro 5 anni il primo acquirente

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 11771 dell’11 luglio 2012, ha raccolto la richiesta dell’Agenzia delle Entrate di revoca dell’agevolazione fiscale ottenuta da un acquirente di un terreno edificabile che lo aveva venduto con il progetto ma senza aver costruito l’immobile.  La sezione tributaria, ribaltando il verdetto della CTR di Mestre ha infatti affermato che per aree soggette a "piani urbanistici particolareggiati, l’assoggettamento delle imposte ipotecarie e catastali fisse e all’imposta di registro dell’1 per cento si applica a condizione che l’edificazione avvenga ad opera dello stesso acquirente entro cinque anni dall’acquisto “.

 

Decreto crescita: Sistri sospeso fino al 30 giugno 2013

Nuova proroga per la partenza del Sistri, la cui decorrenza slitta alla data più vicina tra quella che stabilirà il Ministero dell’Ambiente e la data del 30 giugno 2013

Il Decreto Crescita (D.L. n. 83/2012) ha congelato nuovamente la partenza del Sistri, il nuovo sistema di controllo telematico dei rifiuti previsto per il 30 giugno 2012, prorogandola alla data più vicina tra quella che stabilirà il Ministero dell’Ambiente ed il termine del 30 giugno 2013. Nel frattempo, si seguiranno le vecchie regole per il tracciamento dei rifiuti in base al regime classico dei registri di carico/scarico e del formulario di trasporto.

 

Contratti di lavoro dipendente dopo l’approvazione della riforma Fornero in vigore dal 18 luglio

Dal 18 luglio 2012 entra in vigore la legge 92 del 28 giugno 2012 “Disposizioni in materia di riforme del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” della Riforma Fornero.

In attesa di chiarimenti ministeriali e dei decreti attuativi mancanti al completamento della legge, vediamo una sintesi delle novità in materia di contratti di lavoro dipendente.

Richiamiamo l’attenzione in particolare sulla modifica dei termini per la successione di due contratti a tempo determinato e sul nuovo obbligo di comunicazione preventiva dell’utilizzo del lavoro intermittente o a chiamata.

Ecco di seguito le principali novità per i contratti dei lavoratori subordinato dei quali esaminiamo le modifiche di immediata applicazione.

 

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO (Art.1, comma 9)

La nuova formulazione dell’art. 1 D.Lgs 368/2001 (disciplina del contratto a termine) prevede che “Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune del rapporto di lavoro”, ciò significa che il contratto a tempo determinato è l’eccezione e lo dimostrano le modifiche apportate dalla riforma “Fornero” volte a favorire l’instaurazione di contratti più stabili, che riportiamo:

• il primo contratto a termine o di somministrazione può essere stipulato senza l’indicazione delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, c.d. mancanza del causalone;

• può essere stipulato per qualsiasi tipo di mansione;

• la durata del termine del contratto senza causale non può superare i 12 mesi e non può essere prorogata;

• se è già stato sottoscritto un contratto a termine, alla data di entrata in vigore della legge”Fornero”, non è possibile avvalersi di questa disposizione;

• i contratti collettivi possono prevedere l’eliminazione della causale del termine, nel limite del 6% dei lavoratori occupati nell’ambito dell’unità produttiva, al ricorrere di specifiche condizioni relative all’attività aziendale;

• nel caso di due assunzioni successive a termine effettuate senza alcuna interruzione, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto se non è prevista un’interruzione minima:

- di 60 giorni per i contratti inferiori a sei mesi (fino ad oggi 10 giorni);

- di 90 giorni per i contratti superiori a sei mesi (fino ad oggi 20 giorni);

• i contratti a termine svolti per mansioni equivalenti, prorogati e/o rinnovati non possono superare complessivamente i 36 mesi e a tal fine si computano anche i periodi di somministrazione;

• in caso di nullità della calusola del termine il giudice condanna alla ricostituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e al pagamento di una indennità risarcitoria, compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, indennità che ristora l’intero pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso fra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento;

• dal 1° gennaio 2013 è previsto un aumento contributivo del 1,4% per i contratti di lavoro instaurati a tempo determinato;

• dal 1° gennaio 2013 la scadenza per impugnare la nullità del termine apposto al contratto è fissata in 120 giorni (fino ad oggi 60) decorrenti dalla cessazione del medesimo contratto, mentre il termine per il deposito del ricorso in tribunale è fissato in 180 giorni (fino ad oggi 270).

Le nuove disposizioni trovano applicazione per i contratti a termine stipulati successivamente al 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della presente legge.

 

CONTRATTO DI INSERIMENTO (Art. 1, commi 14-15 e Art. 4, commi 8-11).

Nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31/12/2012 continuano a trovare applicazione le attuali disposizioni.

Dal 1° gennaio 2013 il contratto di inserimento viene definitivamente abrogato e dalla stessa data viene introdotto un nuovo incentivo all’occupazione per:

• i lavoratori di età non inferiori a cinquant’anni, disoccupati da oltre dodici mesi;

• le donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e disoccupate da almeno sei mesi o disoccupate da almeno ventiquattro mesi ovunque residenti.

L’incentivo consistente in una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata di dodici mesi in caso di assunzione a tempo determinato e diciotto mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato oppure di assunzione direttamente a tempo indeterminato.

 

APPRENDISTATO (Art. 1, commi 16-19).

Nell’ottica della riforma “Fornero”, l’apprendistato diventerà il canale privilegiato di accesso dei giovani al mondo del lavoro e sono introdotte una serie di modifiche al Testo Unico dell’apprendistato ad appena due mesi dalla sua entrata in vigore che riportiamo di seguito:

• prevista una durata minima del contratto pari a 6 mesi, dalla quale sono esclusi gli apprendisti assunti per lo svolgimento di attività stagionali;

• dal 1° gennaio 2013 viene modificata la proporzione fra apprendisti e lavoratori qualificati nelle seguenti misure:

- datori di lavoro che occupano da 10 dipendenti in poi: 3 apprendisti ogni 2 qualificati;

- datori di lavoro che occupano da 3 a 9 dipendenti: 1 apprendista, 1 qualificato;

- datori di lavoro che occupano da 0 a 2 dipendenti: massimo 3 apprendisti;

• per i soli datori di lavoro che occupano 10 o più dipendenti, la possibilità di assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla conferma di almeno il 50% dei contratti di apprendistato scaduti nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, con esclusione dal computo della percentuale dei rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni, per licenziamento per giusta causa. Tale percentuale è ridotta al 30% nei primi 36 mesi dall’entrata in vigore della legge “Fornero”;

• gli apprendisti assunti in violazione dei limiti percentuali saranno considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

CONTRATO PART-TIME (Art. 1, comma 20).

Dall’entrata in vigore della legge “Fornero”, i contratti collettivi stabiliranno le condizioni e le modalità per consentire al lavoratore di richiedere l’eliminazione o la modifica delle clausole flessibili ed elastiche.

E’ riconosciuta al lavoratore la facoltà di revocare il consenso (precedentemente espresso)

alla prestazione di lavoro resa secondo clausole elastiche o flessibili nei casi di:

• convivenza con figli di età non superiore ai 13 anni;

• presenza di patologie oncologiche che comportino una riduzione della capacità lavorativa, o di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o familiari conviventi.

LAVORO INTERMITTENTE (Art. 1, commi 21-22).

Per evitarne l’uso distorto, viene ristretto e reso più gravoso l’ambito di applicazione del contratto di lavoro intermittente o a chiamata che può essere avviato in presenza dei seguenti nuovi requisiti anagrafici del lavoratore:

• più di 55 anni di età;

• meno di 24 anni di età (23 anni e 364 giorni) fermo restando in tal caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il 25.mo anno di età (25 anni e 364 giorni).

E’ abrogato il lavoro a chiamata per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese e dell’anno, quindi il contratto intermittente o a chiamata può essere utilizzato solo in presenza dei requisiti soggettivi del lavoratore o delle tipologie delle attività elencate nella tabella allegata al Regio Decreto 6 dicembre 1923 n. 2657 (quali ad esempio camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, nelle trattorie, negli esercizi pubblici in genere, commessi di negozio, ecc).

La legge “Fornero” introduce un nuova comunicazione obbligatoria:

- prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicare la durata con modalità semplificate alla direzione territoriale del lavoro competente per territorio mediante sms, fax o posta elettronica;

- in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione trova applicazione la sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore.

I contratti di lavoro intermittenti già sottoscritti alla data di entrata in vigore della legge “Fornero”, non compatibili con le nuove disposizioni, cessano di produrre effetti decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, quindi al 18 luglio 2013

Riforma del lavoro: la procedura da seguire per la convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali

Tra le tante novità della riforma del lavoro, c’è anche la procedura da seguire per le dimissioni o le risoluzioni consensuali presentata dal 18 luglio 2012, pena la loro inefficacia.

Tale norma è stata introdotta per contrastare il fenomeno delle “dimissioni in bianco” e tutelare la libertà della lavoratrice e del lavoratore.

Per contrastare il fenomeno, secondo alcuni molto diffuso, delle “dimissioni in bianco” la legge n. 92/2012 recante ”Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” introduce l’obbligo di convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro per la generalità dei dipendenti.

 Dal 18 luglio 2012 la legge “Fornero” prevede una nuova procedura da seguire per l’efficacia:

-  delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore;

-  della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;

che rimangono sospese fino a quando le stesse non saranno:

- convalidate presso la Direzione Territoriale del Lavoro o il Centro per l’Impiego territorialmente competente ovvero presso le sedi che verranno individuate dai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;

- o sottoscritte dalla lavoratrice o dal lavoratore con apposita dichiarazione olografa apposta in calce alla ricevuta di trasmissione telematica della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro inviata al Centro per l’impiego.

Nell’ipotesi in cui la lavoratrice o il lavoratore non proceda alla convalida o alla sottoscrizione della comunicazione di cessazione con firma e conferma autografa, il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla comunicazione delle dimissioni o dalla risoluzione consensuale, deve:

- o inviare una comunicazione scritta al domicilio della lavoratrice o del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicato, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno;

- o consegnare la comunicazione scritta alla lavoratrice o al lavoratore avendo cura di farne sottoscrivere una copia per ricevuta.

La comunicazione deve contenere l’invito a presentarsi presso gli uffici competenti per la convalida (al momento, Direzione Territoriale del Lavoro o Centro impiego) o ad apporre la sottoscrizione in calce alla comunicazione di cessazione inviata al Centro impiego.

La lavoratrice o il lavoratore, entro 7 giorni (di calendario) dalla recezione dell’invito, può:

- aderire all’invito formulato dal datore di lavoro;

- non aderire all’invito formulato dal datore di lavoro e in questo caso il rapporto di lavoro si intende risolto;

- revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale.

In caso di revoca, che può essere comunicata in forma scritta, il contratto di lavoro si ripristina dal giorno successivo alla comunicazione della revoca stessa.

Per il periodo intercorso tra il recesso e la revoca, qualora la prestazione lavorativa non sia stata svolta, il lavoratore non matura alcun diritto retributivo.

Qualora il datore di lavoro non provveda a trasmettere alla lavoratrice o al lavoratore la comunicazione contenente l’invito alla convalida o alla sottoscrizione, entro il termine di 30 giorni dalla data di dimissioni o della risoluzione consensuale, le dimissioni si considerano prive di effetto.

Il datore di lavoro che abusi del “foglio firmato in bianco” dalla lavoratrice o dal lavoratore al fine di simulare le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000, salvo che il fatto costituisca reato.

La nuova procedura trova applicazione dalle dimissioni o risoluzioni consensuali presentate a partire dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge “Fornero”.

Riteniamo che la procedura più semplice, salvo casi particolari, sia quella di apporre, a cura della lavoratrice o del lavoratore la sottoscrizione autografa in calce alla comunicazione al Centro impiego, con scritto, ad esempio “confermo la mia volontà di dimettermi”.

Antiriciclaggio per i professionisti

I professionisti sono tenuti a valutare il rischio di operazioni contrarie ad una sempre più stringente normativa antiriciclaggio nelle attività dei propri clienti nonché a segnalarle all’autorità tributaria, pena pesanti sanzioni, a seguito del Decreto Legislativo n. 231/ 2007 e dei successivi decreti attuativi e provvedimenti delle autorità interessate. Vediamo in sintesi la situazione normativa e le procedure necessarie per adempiere all’obbligo.

Normativa e obblighi antiriciclaggio per i professionisti

La legge italiana ha recepito la prima e la seconda direttiva europea antiriciclaggio rispettivamente con il d.l. n. 143 1991 e con iI d.lgs. 20 febbraio 2004, n. 56.


La L. n. 197/1991 (c.d. legge antiriciclaggio) conteneva disposizioni per limitare l'uso del contante e di titoli e per prevenire I' utilizzo del sistema finanziario a fini di riciclaggio di proventi illeciti coinvolgendo il sistema bancario nelle attività di controllo affinchè negli archivi degli intermediari finanziari (istituti di credito, società ecc. ) potessero essere registrate e conservate le informazioni. Contemporaneamente aveva imposto l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette all'Ufficio Italiano dei Cambi (UIC) delle operazioni ritenute sospette.


II d.lgs. n. 56/2004, nel recepire la seconda direttiva comunitaria, ha esteso I'ambito di applicazione della normativa antiriciclaggio ai professionisti e rinforzato gli strumenti di contrasto del reato di riciclaggio. le modalità attuative degli obblighi previsti nei confronti dei professionisti sono definiti dal D.M. 3 febbraio 2006, n. 141 integrato dal D.M. 10 aprile 2007, n. 60 e dal provvedimento UIC del 24 febbraio 2006. Ricordiamo che i soggetti obbligati sono
• i soggetti iscritti nell'albo dei ragionieri e periti commerciali , nell'albo dei dottori e nell'albo dei consulenti del lavoro ;
• ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale attività in materia di contabilità e tributi ;
• i notai e gli avvocati quando, in nome o per conto dei propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni diritti reali su beni immobili o attività economiche;
- la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;
- l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli;
- l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società;
- la costituzione, la gestione o I'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi;
• i prestatori di servizi relativi a società e trust (ad eccezione dei soggetti precedentemente elencati).
La direttiva 2005/60/CE (c.d. terza direttiva antiriciclaggio) ha esteso poi I'ambito di applicazione della disciplina antiriciclaggio anche alla lotta al finanziamento del terrorismo. Per questo il decreto attuativo dettava ulteriori misure di controllo anche all’interno del sistema finanziario stesso e introduceva controlli più approfonditi come la previsione di "adeguata verifica" e non più di semplice identificazione della clientela.
Il d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 ha recepito la direttiva nella legislazione italiana . Tra le modifiche di maggiore rilievo ( oltre al limite di utilizzo di denaro contante, portato dopo varie modifiche a 999,99 euro dal decreto n.201 /2011) ricordiamo:
• la sostituzione dell'obbligo di identificazione con quello di "adeguata verifica" della clientela;
• l'innalzamento a 15.000 euro della "soglia" oltre la quale scattano gli obblighi antiriciclaggio;
• la previsione sia di procedure semplificate sia di misure rafforzate per l'adempimento dell'obbligo di adeguata verifica della clientela;
• l'adozione di un sistema di valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
• la possibilità di scelta tra archivio unico informatico e registro della clientela a fini antiriciclaggio;
• l'inclusione dei reati di terrorismo anche internazionale tra quelli che danno luogo all'obbligo di segnalazione;
• l'individuazione degli Ordini professionali quali possibili destinatari della segnalazione delle operazioni sospette. (
• La sostituzione dell’Ufficio Italiano Cambi (UIC) con l ‘ Unità informativa finanziaria (UIF) come istituto di riferimento per le segnalazioni e i controlli in materia di antiriciclaggio
Con Decreto Legislativo numero 151 del 2009 il novero dei professionisti tenuti alle verifiche antiriciclaggio nello svolgimento della propria attività si è ampliato comprendendo anche chi svolge attività in materia di contabilità e tributi; vengono in tal modo incluse le associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, Caf e patronati..

A seguito di questa complessa evoluzione normativa, in sintesi i professionisti oggi sono tenuti ai seguenti adempimenti :
A - Obbligo di adeguata verifica della clientela; B- Obbligo di registrazione e conservazione dei dati; C - Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette; D- obbligo di formazione del personale
Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha proposto alcune linee guida per aiutare i soggetti obbligati a realizzare in maniera esatta , precisa ma al tempo stesso efficiente questi adempimenti di legge in particolare per quanto riguarda la verifica della clientela. Il documento integrale è disponibile sul sito del Consiglio Nazionale dell’ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili.

 (https://www.commercialisti.it/Portal/Documenti/Dettaglio.aspx?id=2955bcc6-4861-430e-8a01-44215fc63c83)

Adempimenti connessi alla normativa antiriciclaggio per i professionisti

Preliminarmente sarà utile definire un organigramma interno che preveda la nomina di un responsabile antiriciclaggio ed eventualmente anche dei responsabili dell’ identificazione del cliente e del titolare effettivo della società nonché dell’addetto alla registrazione dei dati negli archivi antiriciclaggio attraverso una delega scritta.


A- verifica della clientela

L’ identificazione del cliente è chiaramente la prima azione indispensabile sia esso persona fisica o soggetto diverso e può avvenire attraverso la richiesta di un documento di riconoscimento valido (carta di identità, passaporto, patente di guida), non ovviamente per mezzo di dichiarazione sostitutiva. Per soggetti diversi dalle persone fisiche, possono essere validi i certificati camerali e gli atti costitutivi, per mezzo dei quali dovrà poi essere anche individuato il titolare effettivo per una’adeguata verifica delle dichiarazioni del cliente. Di questi documenti vanno acquisite le copie.

B- Registrazione e conservazione dei dati


A questo fine è necessaria l’ istituzione del fascicolo cliente che contenga :
1. scheda di identificazione
2. scheda di valutazione del rischio
3. copie dei documenti di identità e riconoscimento.

 
Nella scheda di valutazione del rischio saranno contenute le considerazioni del professionista riguardo al cliente e all’operazione , valutate con un punteggio basato su una scala di rischiosità suggerita dall’Ordine.

Completata la identificazione del cliente, il professionista deve procedere alla registrazione dei dati entro il termine di 30 giorni, sia che utilizzi la modalità cartacea che quella informatica. Questo termine decorre:
• dall’accettazione dell’incarico professionale;
• dall’eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni;
• dal termine della prestazione professionale.
da esperti è stato ritenuto ragionevole affermare che questa disposizione si riferisca solamente agli incarichi di breve durata mentre per incarichi di una certa entità e svolgimento che si protrae nel tempo è più prudente ritenere che il termine decorra dal momento dell’incarico da parte del cliente.

Il fascicolo va conservato per 10 anni dalla fine del rapporto continuativo o della prestazione
Il Registro della clientela, comprensivo di tutti i fascicoli dei clienti può essere tenuto sia in modalità informatica (Archivio unico informatizzato ) che in modalità cartacea (Registro della clientela).
Se la procedura di registrazione viene a effettuata su registro cartaceo, questo non può essere  a fogli mobili, e ricordiamo che andrà preventivamente siglato in ogni pagina a cura del professionista, e deve contenere la dicitura “il presente registro di compone di n. … pagine numerate dalla n. 01 alla n. …”.
In alternativa la registrazione si può effettuare con l’ausilio di un software che preveda la registrazione dei dati ed una fase di archiviazione per una eventuale stampa su richiesta della GdF.


Ricordiamo anche che l'obbligo di registrazione è previsto solo per prestazioni di valore superiore a 15.000 Euro (anche frazionate)


E' necessario successivamente effettuare un controllo costante del cliente in relazione in particolare al suo profilo di rischio. Per questo potrà essere opportuno attivare una procedura per:
- monitorare scadenze documenti di riconoscimento, alle cariche sociali ed ai termini connessi a contratti o atti;
- prevedere incontri periodici con il cliente quando si presentano situazioni di criticità (annotando le informazioni acquisite nel fascicolo);
- istruire il personale di studio in modo che sappia raccogliere elementi utili alla valutazione del profilo di rischio.

C. Segnalazione delle operazioni sospette

L’obbligo di segnalazione scatta quando i professionisti “sanno, sospettano, o hanno motivi ragionevoli per sospettare, che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo”.

Il Ministero di Giustizia ha elencato in un decreto del 12.4.2012 una serie di operazioni che sono da ritenere sospette a prescindere dalle situazioni specifiche e particolari. Esse sono suddivise in base a:
1) = Atteggiamento del cliente – riluttanza a fornire chiarimenti o documenti di identità.
2) = Modalità di esecuzione delle prestazioni professionali – consulenza per operazioni finanziarie non coerenti con le attività commerciali sottostanti.
3) = Modalità di pagamento – importi notevoli per contante o con libretti.
4) = Costituzione di Imprese , Trust od Enti analoghi – strutture di gruppo artificiosamente complesse.
5) = Acquisto di beni immobili e mobili registrati – prezzi troppo elevati di acquisto e non giustificati, investimenti in immobili in località senza legame con chi acquista.
6) = Operazioni contabili e finanziarie poste in essere – investimenti per importi alti rispetto alla situazione economica del Cliente.

Nel Provvedimento UIC del 24 febbraio 2006 è stato predisposto un modello per le segnalazioni che contiene:

  •  Informazioni generali sulla segnalazione;
  • Informazioni generali sul segnalante
  • Descrizione dell'operazione
  • Descrizione dei motivi del sospetto
  • Informazioni sulla persona fisica cui l'operazione va riferita
  • Informazioni sul soggetto diverso da persona fisica cui l'operazione va riferita
    Informazioni sulla persona fisica che ha operato per conto del soggetto cui va riferita l'operazione.

D - obbligo di formazione del personale

 
Per quanto riguarda la formazione del personale il professionista , ad un eventuale controllo della Guardia di Finanza, dovrebbe essere in grado di dimostrare di avere posto in essere le iniziative necessarie a formare il personale di studio sull’argomento e sulle modalità per individuare ogni informazione rilevante ed aggiornare di conseguenza il registro della clientela.

Deroga al contante per finalità turistiche con obblighi antiriciclaggio

Una Circolare del Ministero dell’Economia individua gli obblighi antiriciclaggio da rispettare per fruire della deroga al contante per gli stranieri

La direzione V antiriciclaggio del Ministero dell’Economia, in una circolare diffusa il 12 luglio scorso, ha precisato che la deroga al limite di € 1.000 per l’utilizzo di denaro contante, applicabile entro i € 15.000 per finalità turistiche, è sottoposta comunque agli adempimenti relativi agli obblighi antiriciclaggio, quali l’adeguata verifica della clientela, la segnalazione di operazione sospetta, l’obbligo di comunicazione al Ministero. Sarà, quindi, fondamentale che l’intermediario acquisisca copia della ricevuta della comunicazione preventiva inviata all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione del conto corrente sul quale verranno effettuati i versamenti.

Spese di manutenzione: deduzione del 5% con ragguaglio solo fino a UNICO 2012

A partire dal prossimo anno, in UNICO 2013, il calcolo del plafond di deducibilità delle spese di manutenzione andrà effettuato senza ragguaglio

Questa è l’ultima campagna dichiarativa in cui i contribuenti sono chiamati al calcolo del plafond del 5% di deducibilità delle spese di manutenzione ragguagliando il costo degli acquisti e delle cessioni perfezionate in corso d’anno alla durata del possesso. Il Decreto fiscale (D.L. n. 16/2012), infatti, all’art. 3, comma 16-quater, ha abrogato la disposizione che impone il ragguaglio, ma solo dal periodo d’imposta in corso al 29.04.2012, cioè a partire da UNICO 2013. In UNICO 2012, quindi, le modalità di calcolo delle manutenzioni deducibili restano invariate per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

 

Iva per cassa: detrazione anche senza pagamento

Un nuovo emendamento al Decreto Sviluppo inserisce una deroga al regime dell’Iva per cassa in base alla quale il cessionario o committente può detrarre l’Iva anche senza averla prima versata

La Camera ha dato il via libera in prima lettura al Decreto Sviluppo, approvandolo nella versione uscita lunedì sera dalle commissioni competenti e che con molta probabilità sarà anche quella finale. Il testo approvato dalla Camera contiene anche un nuovo emendamento al Decreto Sviluppo riguardante l’Iva per cassa, la quale, con un precedente emendamento, è stata estesa alle imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro. Il nuovo emendamento prevede che “il diritto alla detrazione dell’imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell’operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato”. Si tratta, in sostanza, di una deroga all’ordinario regime dell’Iva per cassa in virtù della quale i cessionari ed i committenti possono fruire della detrazione dell’Iva senza essere obbligati ad effettuare, prima della detrazione, il relativo pagamento.

 

 

 

 

Fonte: fiscoetasse

 

Della Pasqua Dott.ssa Claudia                                                                         Della Pasqua Dott. Mirko

Dottore Commercialista                                                                                    Dottore Commercialista

Revisore Ufficiale dei conti                                                                                        Revisore Ufficiale dei conti

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