La guida tecnica dei Vigili del Fuoco per la prevenzione incendi delle facciate. Particolare attenzione anche ai nuovi interventi di efficientamento energetico

01.10.2013 09:33

Con l’attuazione del D.Lgs. 28/2011 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, è ormai diffusa la necessità di intervenire sugli immobili per aumentarne l’efficientamento energetico; da qui rinviene il conseguente impiego di nuove tecnologie e di materiali efficienti che, tuttavia, presentano indici di conduzione molto elevati, innalzando così il rischio incendio. A fornire indicazioni in tal senso e a dettare le regole base che imprese e progettisti dovrebbero seguire, è una Guida Tecnica recentemente predisposta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Facendo leva sulle esperienze maturate in altri paesi, si vuole porre l’attenzione sulla prevenzione dal rischio incendi anche in Italia: con la proroga dei bonus fiscali, saranno sempre più frequenti le ristrutturazioni edilizie e il conseguente impiego di tecnologie costruttive che vedono l’uso del vetro in facciata o il ricorso ai cappotti termici a base di schiume, di materiali plastici o in fibra naturale per l’efficientamento energetico. La guida tecnica fa riferimento proprio alle facciate degli edifici (in particolare quelli oltre i 12 metri di altezza) e alla loro resistenza alla propagazione del fuoco, e punta a limitare i rischi sia da fiamme che possono svilupparsi all'interno dell'edificio e propagarsi poi attraverso la facciata, sia da eventi che occorrono all'esterno e che rischiano di diffondersi rapidamente ai fabbricati limitrofi se le facciate non sono costruite a dovere. Per far questo, bisogna garantire controlli sulla qualità dei materiali impiegati negli interventi di ristrutturazione, sulla loro certificazione per la resistenza e la reazione al fuoco (che deve rientrare almeno in classe 1) e sulle prove di resistenza al fuoco di una porzione della facciata per garantire la conformità dell’intero sistema.
 

 

Nel dettaglio la guida, dopo aver fissati gli obiettivi di cui nella tabella precedente, sviluppa un’analisi dettagliata delle diverse tipologie di facciata, includendo le facciate rivestite con elementi prefabbricati, fissati con legante umido o a secco in aderenza alla parete esistente sottostante (i c.d. “cappotti termici”) e le facciate in mattoni o blocchi dotati di camera d’aria non ventilata per l’isolamento termico. In seguito fissa i requisiti di resistenza al fuoco per ciascuna tipologia di facciata, dà indicazioni sulla reazione al fuoco dei prodotti isolanti impiegati in facciata e dei componenti della stessa e indicazioni per l’esodo degli occupanti e la sicurezza delle squadre di soccorso. Relativamente alle tipologie delle facciate, possiamo sintetizzarle nella tabella seguente:

 

 

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