Privacy e condominio. Le questioni di maggiore attualità sotto la lente d’ingrandimento del garante.

24.01.2011 16:31

 

(05/10/2010)di Alessandro Gallucci

La nuova sensibilità per la protezione e la tutela dei dati personali (la così detta privacy) ha fatto che il condominio non andasse esente da una serie di problematiche connesse, per lo più con la gestione dei dati dei comproprietari da parte dell’amministratore di condominio, con la partecipazione all’assemblea di soggetti estranei alla compagine condominiale, con la comunicazione all’esterno di determinate informazioni.
 
Prendiamo spunto dalla relazione del garante per la protezione dei dati personali sull’attività svolta nel 2008 per dare conto di come sono state affrontate e risolte le vicende inerenti il condominio negli edifici.
 
13. Trattamento di dati in ambito condominiale
 
Continuano a pervenire numerose segnalazioni, dal contenuto più vario, relative ad attività connesse all'amministrazione dei condomìni, già oggetto del provvedimento generale 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626] (Per quanto riguarda la videosorveglianza in ambito condominiale si rimanda al par. 15.3).
 
Dati personali nel regolamento condominiale
 
In una segnalazione la proprietaria di un immobile ha lamentato l'avvenuta indicazione, nell'atto di deposito del regolamento di condominio, del proprio stato civile (di persona legalmente separata) da parte dell'impresa costruttrice dell'immobile stesso. Invitata a fornire chiarimenti, la società in questione ha precisato che l'indicazione dello stato civile nella nota di trascrizione del regolamento condominiale risultava necessaria in quanto l'art. 2659 c.c. impone al richiedente la trascrizione di un atto tra vivi di presentare presso la conservatoria dei registri immobiliari una nota contenente anche il "regime patrimoniale" delle parti. Di qui la necessità di indicare la condizione di legalmente separata della segnalante, in quanto funzionale all'indicazione dello stesso regime patrimoniale di separazione dei beni della stessa. Alla luce di tale disposizione l'Autorità dopo aver richiesto alla segnalante eventuali ulteriori elementi di valutazione, non ha ravvisato violazioni della disciplina in materia di protezione dei dati personali (Nota del 3 ottobre 2008).
 
Dati personali nelle tabelle relative alle spese di riscaldamento
 
In una segnalazione una condòmina ha contestato che nella tabella di ripartizione delle spese di riscaldamento fosse indicata la sua qualità di ex moglie di altro condomino. Poiché il condominio (tramite l'amministratore) ha dichiarato di essersi attivato ai fini della rettifica dell'anagrafica del riparto del riscaldamento non si è ritenuto necessario promuovere l'adozione di un provvedimento da parte dell'Autorità (artt. 14, comma 2, e 11, comma 1, lett. d), reg. Garante n. 1/2007) (Nota 31 ottobre 2008).
 
Partecipazione di terzi all’assemblea condominiale
 
In un caso, è stato chiesto di verificare se la partecipazione di alcuni soggetti non appartenenti alla compagine condominiale a due assemblee di condominio fosse conforme alla disciplina di protezione dei dati. Dalle risultanze istruttorie non è risultato chiaro a che titolo uno dei predetti soggetti avesse partecipato ad una delle due assemblee. Nondimeno, considerato che l'amministratore di condominio ha dichiarato, ai sensi dell'art. 168 del Codice, di aver preso atto delle indicazioni fornite dall'Autorità e di averne fatto puntuale applicazione nei confronti dei soggetti attualmente amministrati, non si sono ravvisati gli estremi per promuovere l'adozione di un provvedimento da parte dell'Autorità (artt. 14, comma 2, e 11, comma 1, lett. d), reg. Garante n. 1/2007) (Nota 20 gennaio 2009).
 
L'Autorità è intervenuta anche nei confronti di due reclamanti che hanno lamentato, nel corso di un'assemblea condominiale tenutasi nel 2005, l'avvenuta comunicazione ad estranei alla compagine condominiale di dati personali relativi al loro contenzioso con il condominio, nonché alla loro condizione di morosità. Dagli elementi acquisiti non è risultato provato che i soggetti estranei (un tecnico e il rappresentante legale di una ditta appaltatrice di lavori condominiali) avessero assistito solamente alla trattazione del punto all'ordine del giorno che li riguardava, poiché il verbale non dava conto di tale circostanza. L'Autorità ha quindi ravvisato nel caso una comunicazione a terzi dei dati personali dei reclamanti, in violazione del principio di pertinenza e non eccedenza (art. 11, comma 1, lett. d), del Codice), oltre che in assenza del consenso degli interessati (ovvero di altro presupposto di liceità del trattamento: art. 24 del Codice). Il titolare del trattamento è stato pertanto invitato a fornire riscontro (regolarmente pervenuto) in ordine alle misure adottate per evitare, in futuro, il ripetersi di eventi analoghi (Nota 16 aprile 2008).
 
Comunicazione di dati personali in occasione di contratti di fornitura di beni e servizi
 
Alcuni rappresentanti dell'Anaci hanno formulato a questa Autorità un quesito (occasionato dalla sentenza Cass. S.u. 8 aprile 2008, n. 9148) sulla liceità della comunicazione nei confronti di fornitori di beni e servizi condominiali (di regola a cura dell'amministratore) di dati personali dei condomini. Richiamati preliminarmente i princìpi sanciti nel Provv. del 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626], è stato rappresentato che, anche a seguito della richiamata sentenza, non sono ravvisabili ostacoli alla menzionata comunicazione. Infatti, questa può essere effettuata in assenza del consenso degli interessati per dare esecuzione agli obblighi derivanti da un contratto stipulato dai partecipanti alla compagine condominiale, ancorché di regola per il tramite dell'amministratore (art. 24, comma 1, lett. b), del Codice), ed eventualmente per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria (art. 24, comma 1, lett. f), del Codice). Le informazioni comunicate devono essere comunque pertinenti e non eccedenti (tali possono ritenersi quelle che consentono di identificare i condòmini obbligati al pagamento di corrispettivi dei contratti, le rispettive quote millesimali ed eventuali ulteriori informazioni necessarie a determinare le somme individualmente dovute) (Nota 26 settembre 2008).
 
Affissione di dati personali in spazi condominiali accessibili al pubblico
 
Il conduttore di una stanza di un appartamento di proprietà di un condominio ha lamentato l'avvenuta diffusione della notizia relativa alla scadenza prossima del suo contratto di locazione e la contestuale intimazione al rilascio dell'immobile da parte della stessa compagine condominiale, ancorché per il tramite dell'amministratore. L'avviso avrebbe potuto essere comunicato agli altri condomini con modalità alternative all'affissione nella bacheca condominiale, quali l'inserimento nelle cassette postali di una comunicazione individualizzata.Il condominio (in persona dell'amministratore), invitato ad adeguarsi alle prescrizioni del Provvedimento 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626], ha dichiarato di aver immediatamente sostituito il predetto avviso con altro privo di indicazione di dati personali. Il segnalante ha però contestato che il "nuovo" avviso, benché privo di riferimenti espressi, conteneva tuttavia indicazioni idonee a renderlo identificabile, ancorché indirettamente (art. 4, comma 1, lett. b) del Codice).L'Autorità, ritenendo fondata la segnalazione (anche in ragione del fatto che la disdetta del contratto di locazione avrebbe potuto essere comunicata con modalità tali da non renderne edotti soggetti estranei alla compagine condominiale), ha vietato al condominio l'ulteriore diffusione dei dati personali riferiti anche indirettamente al segnalante e relativi alla scadenza del contratto di locazione (Provv. 20 novembre 2008 [doc. web n. 1576139]).
 
Assemblea condominiale e divulgazione dati personali
 
Alcuni condòmini hanno lamentato un'illecita divulgazione della loro situazione debitoria nei confronti del costruttore del medesimo immobile a fronte della fornitura, resa loro in passato di servizi per l'erogazione di energia elettrica da parte dell'amministrazione condominiale, che avrebbe allegato all'avviso di convocazione dell'assemblea di condominio un prospetto contenente anche i predetti dati. A detta dei segnalanti la predetta situazione debitoria sarebbe stata ascrivibile a spese afferenti non la gestione condominiale, ma servizi fruiti uti singuli dagli interessati. L'istruttoria espletata ha confermato la fondatezza di questa prospettazione, sicché le modalità di comunicazione sono risultate in contrasto con la disciplina applicabile (art. 23 del Codice; Provv. 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626]). Il condominio (tramite dell'amministratore) è stato invitato ad adeguarsi ai princìpi di protezione dei dati personali richiamati nel menzionato provvedimento generale; a seguito del riscontro fornito non sono stati ravvisati presupposti per l'adozione di un provvedimento da parte dell'Autorità (art. 14, comma 2, e 11, comma 1, lett. d), reg. Garante n. 1/2007) (Nota 26 giugno 2008).
 
15.3. Videosorveglianza in ambito privato
 
Salvo quanto si dirà di seguito sui trattamenti effettuati in ambito condominiale mediante sistemi di videosorveglianza, deve rilevarsi che la materia continua a formare oggetto di numerose segnalazioni (esaminate alla luce della legge e del provvedimento generale del 29 aprile 2004 [doc. web n. 1003482]), come pure di controlli da parte dell'Autorità, spesso con l'ausilio della Guardia di finanza. Peraltro, la disciplina di protezione dei dati personali non trova applicazione, ai sensi dell'art. 5, comma 3, del Codice, in caso di trattamenti di dati per fini esclusivamente personali – e i rapporti di vicinato rientrano per lo più in quest'ambito – salvo che le immagini registrate non siano oggetto di comunicazione sistematica o diffusione. In tal caso, sussistendone i presupposti, l'interessato può far valere i propri diritti avanti all'autorità giudiziaria ordinaria, anche a mente del divieto sanzionato penalmente relativo all'indebita raccolta (mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, nonché alla rivelazione e alla diffusione) di immagini attinenti alla vita privata che si svolgono nell'abitazione altrui o in un altro luogo di privata dimora (art. 615-bis c.p. - Interferenze illecite nella vita privata).
 
A seguito di alcuni quesiti e segnalazioni è stata inviata una segnalazione al Parlamento e al Governo sull'eventualità di disciplinare con norme apposite alcuni profili relativi alla videosorveglianza all'interno di edifici condominiali e nelle relative pertinenze. Tale tematica, con particolare riferimento alle condizioni di liceità del trattamento, ai soggetti deputati a manifestare la volontà per svolgerlo e alle eventuali maggioranze da rispettare, non è stata oggetto di valutazione specifica nei due provvedimenti di carattere generale adottati in materia di videosorveglianza (Provv. 29 novembre 2000 [doc. web n. 31019], 29 aprile 2004 [doc. web n. 1003482]).
 
Al riguardo, è emersa l'esistenza di due contrapposti interessi: da un lato, l'esigenza di preservare la sicurezza di persone e la tutela di beni comuni; dall'altro, la preoccupazione che, nel rendere più agevolmente conoscibili a terzi abitudini e stili di vita individuali e familiari, si incida sulla libertà degli interessati di muoversi, non controllati, nel proprio domicilio e all'interno delle aree condominiali.
 
Considerato che il profilo in esame non trova regolamentazione specifica e che gli orientamenti giurisprudenziali sull'utilizzo delle aree comuni non appaiono sufficienti a dissolvere tutti i dubbi al medesimo relativi, l'Autorità, anche alla luce di quanto previsto dalla disciplina penalistica in tema di interferenze illecite nella vita privata, ha auspicato un eventuale intervento normativo chiarificatore (anche nell'ambito di alcuni più ampi disegni di legge già oggetto di attenzione da parte di entrambi i rami del Parlamento) per un equo contemperamento tra i diritti fondamentali delle persone coinvolte e le legittime esigenze di difesa e protezione di persone e cose (Segnalazione al Parlamento e al Governo 13 maggio 2008 [doc. web n. 1523997]).
 
A questo link il testo integrale della relazione del Garante per la privacy per l’attività svolta nel 2008
 
https://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1632972

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